
Gia, janacek. e chi lo conosce? La prima volta era con una Sinfonietta, avro avuto dodici o tredici anni, dirigeva Abbado, dovevo averci anche un disco (vedi Bach 1041): musica curiosa, particolare, ma estremamente interessante e accattivante nella sua non bellezza. per una ragazza si direbbe è un tipo, ma uno di quelli che ti intrigano proprio. che so, Barbara Streisant per esempio, Liza Minelli. musica con un colore tutto particolare, echi tartari frammisti a sentori di modernismo, ma il tutto estremamente affascinante, nuovo, giammai sentito. Boh, forse mi sara capitato pure di sentire Jenufa, che è una sua opera, ma non ho approfondito, e pure dell'ascolto dei quartetti non ho in memoria niente di più di una gran fatica esecutiva.
Perciò questo autore è un po come una pianta di cui pochi estimatori ne conoscano le proprieta.
Ma questa Suita penso sia proprio un capolavoro.
I Movimento
Incomincia con tre note ribattute in un ritmo tipico della musica popolare dell'europa dell'est, la terza lunga il doppio delle prima due, in altezza fanno giù su giù. Bach normalmente su questa combinazione ci scriveva fughe intere. Janacek no: lo enuncia due volte a distanza di un semitono, e poi parte con una frase dietro l'altra, frasi così libere nella metrica da risultare non facilmente orecchiabili, non facilmente memorizzabili. Il motto iniziale ritorna ciclicamente, mi ricorda quei disegni della struttura di certe molecole, in cui sai che se il pallino rosso venisse a mancare il tutto si dissolverebbe. Poi c'e perfino una seconda idea, di carattere teutonicamente eroico, Bruderschaft etc etc, ma con una vena di morbidezza femminile. niente sviluppo, solo un ritorno agli accordi iniziali, che si dissolvono in una virgola affidiata ai violoncelli.
II movimento
Il carattere estremamente spirituale di questo movimento e creato da Janacek togliendo dalla scrittura i toni bassi: violoncelli e contrabbassi tacciono, e violini e viole si inerpicano in atmosfere rarefatte. E' tutto giocato nel petto, la pancia ne è come esclusa, concentrato negli spazi sovrani della memoria.
III movimento
Una piccola danza campestre, echi di sconfinati campi di grano delle pianure dell'est, contadine che cantano, ma con una lievità e un garbo da grandi dame, come una eco penetrata in un nobile casino di caccia.
IV movimento
Tributo al sinfonismo tedesco ottocentesco, si sentono in questo scherzo tracce di Beethoven e di Brahms. Nel mezzo un trio che riporta in atmosfere piu bucoliche, caratterizzato saltuariamente dall'irregolarità ritmica che avevamo trovato all'inizio del primo movimento. Occhio a metà al ricamo fatto dai primi violini sul tema delle viole, di matrice brahmsiana.
V movimento
Di carattere liturgico, riferentesi alle pratiche corali monodiche della chiesa ortodossa, è basato sulla alternanza di tre gruppi strumentale: i bassi da soli, l'orchestra al completo, il violoncello solo.
VI movimento
E' il piu ottocentesco della suite, un movimento doloroso che attinge ispirazione dalle atmosfere dei regenlied (canzoni della pioggia) brahmsiani.