
Herr Haydn doveva averci un magnifico carattere. Sembra fosse amico di tutti, sapeva duettare con i potenti, e di qui il suo stile di vita, mai affossato nel bisogno o nelle preoccupazioni economiche: sapeva inoltre riconoscere la grandezza nei colleghi senza porsi nei loro confronti in concorrenza. Un giorno Luigi Cherubini, all'epoca abitante di Parigi, va a Vienna a conoscere il grande maestro, il padre di tutti i classici.
Sehr geehrter Herr Haydn, si ricorda che domani arriva quell'italiano, der Signor Cherubini?
Certo, mia cara, la Sacher è già ordinata, spero gli piaccia, non come al nostro amico Ludwig, che quando ha mangiato qui gli spaghetti erano troppo al dente, la bistecca troppo cotta, il caffè amaro: ci ha sempre da ridire su tutto!
D'altronde l'ultimo lavoro che Lud mi ha lasciato in visione, un quartetto in fa maggiore, mi sembra assoluatamente geniale, ci sono delle cose nella sua musica, come se.. ma, non so spiegare, sono cose che secondo me non si sono mai sentite nella musica, anche se sembra nella forma uno dei miei, ma invece c'è qualcosa di nuovo che vibra dentro, come se ci volesse raccontare qualcosa di personale.
Prendi il primo tempo, guarda: c'è questo piccolo ritmo iniziale, un vermicello, tutti all'unisono. Questo, QUESTO l'ha rubato da me! I miei unisoni! Ti ricordi quello della parte centrale di quel tempo di quartetto che ho appena scritto? Si, l'op.103! Beh, dicevo: poi lui quel piccolo vermicello lo sviluppa, più o meno come avrei fatto io, le sequenza degli accordi sono quelle che uso anch'io, ma già arrivato alla seconda idea ti si accumula dentro una inquietudine.. eppure la Seconda Idea è pecata, vedi? Sono delle ondine, ordinatamente scambiate fra i quattro strumenti, ma già qui..Aspetta, ecco: mi viene in mente una famiglia, con i suoi ritmi, le piacevolezze della casa, il can barbone. Mah, vai a capire.
Eppure nello sviluppo, la prima volta che l'ho guardato ho pensato: Lud è andato fuori di testa, non si può metter insieme una tale ridda in così poche battute! E senti quà che affanno alla ripresa, difatti deve cambiare subito tonalità. Già, però questa fine è proprio carina, con i due violini che si inseguono, seguiti dalla viola e cello. Sarà mica un po' troppo brutale questo forte finale? Costanzaaa, portami la matita rossa!
Fammi dare un occhiata al secondo tempo..uhm..mica male questo inizio senza tema, e poi, sì, come avrebbe fatto Amadè, il tema che emerge dal niente, da una nota: bello, 'unc'èccheddire; ok, il tema poi al cello. Poi tutto procede come avrebbe fatto Amadè, ma qua, a metà, cosa succede, si infiamma tutto, è brutale, veramente brutale, ah, Ludwig, le buone maniere! E' un visionario, quest'uomo.
Qua è il terzo tempo, anche questo l'avrei potuto scrivere io, ma anche qua, c'è questo scherzo, nell'interno, che ha come un furore ditirambico: e il primo violino avrà un beldaffare. Ma tanto non è che l'ultimo tempo sia da meno, è di una velocità vertiginosa, ma anche che leggerezza! E scritto con maestria è scritto con maestria, ecco, così, così mi piace, un po' più normale. Non è che poi io...quand'ero giovane di pepe ce n'ho messo nei miei quartetti, ma ora le forze sento che mi abbandonano, guarda qui questo quartetto:
l'op.103: è già qualche mese che ho scritto i due movimenti centrali, e non mi riesce di finirlo, ma vedi, anche qui ci sono delle cose che non sono.. che non sono proprio come quelle che ho scritto prima: il primo di questi due tempi mi è venuto così, un po' staccato da terra, qui quasi si ferma, poi mi è venuta nella parte centrale un visione, non è un'immagine, ma come facessi delle capriole nell'aria..mah, chissà cosa m'è preso, tanto più che poi rincomincia come all'inizio...
Vedi, poi, il secondo, ero furibondo, ma non riuscivo a urlare: poi il trio, era come se non riuscissi a..come se avessi un'extrasistole, non riuscivo ad andare avanti. Mi devo impegnare a finirlo, domani lo faccio.
Ah, no, hai ragione, domani arriva il Signor Cherubini: mi ha mandato un suo quartetto, guarda qui: anche lui ha imparato da me, guarda che belle all'inizio quelle ottave fra primo e secondo, così sospese nel nulla. E poi l'Allegro, cosi civile, così costruito bene, con questi periodi irregolari, così come piacciono a me, anche se quà e là anche lui..c'è dell'inquietudine nella forma, nell'armonia, si muove continuamente, è anche lui un visionario, usa la musica per raccontarci qualcosa...
A proposito di armonie sempre nuove, guarda il secondo tempo, quanta fantasia ci mette per armonizzare questo semplice tema in maniera ogni volta differente: qui, come nel trio del mio quartetto, sembra si debba fermare a ogni momento.
Nello Scherzo secondo me raggiunge il massimo della genialità, con questi slanci verso l'alto, gli incroci delle voci, i moti contrari, e poi: guarda queste tre fermate, non sembra Lud? Che dici? Che non le ha ancora scritte? Ma le scriverà, le scriverà! Nel centro una cosa italiana, come un uccello che canta, come idea l'aveva già fatta Vivaldi, comunque poi la farà anche Messiaen...
Poi ancora l'ultimo tempo, maestoso nell'inizio, poi veloce e spensierato, un vero fuoco d'artificio: assomiglia, mia cara, ai miei ultimi tempi, quando li scrivevo.
Ora preparami la cena, che poi devo andare
all'Opera, danno il Cavaliere della Rosa. O abbiamo mica a casa il DVD?